Chi Siamo

Diaconia Barentù Onlus nasce ad opera di Mons. Thomas Osman, vescovo di Barentù, per essere un ponte fra L’Italia e l’Eritrea. La diocesi di Barentù ha una popolazione in prevalenza agricola, di etnia Kunama. Al confine con l’Etiopia, è stata martoriata dalla guerra, mentre gli uomini e le donne non sposate sono reclutati in modo permanente nell’esercito.

A Mons. Thomas è affidato un vasto territorio, con 600.000 abitanti. I sacerdoti sono pochi, e per la diffusione del Vangelo è affiancato da 60 catechisti. Nel 2012 sono 100 anni dall’evangelizzazione di questo popolo, dalla cultura e tradizioni affascinanti: sembra un popolo naturalmente predisposto al cristianesimo.

La diocesi ha gravi problemi: la siccità, la fame, la malaria, la mancanza di ospedali, l’analfabetismo. Mons. Thomas si prodiga per dare almeno un pasto ai bambini più bisognosi, ad accoglierli nei propri asili.

Ha aperto scuole, e sta per partirne una di arti e mestieri, per avviare al lavoro i molti giovani disoccupati. L’Ospedale diocesano di Mogolò serve una trentina di villaggi.

 

 

Vi lavorano 23 operatori sanitari. Si vorrebbe aprire un reparto per le radiografie, e capanne per i parenti degli ammalati.

Da alcuni anni non piove nel corno d’Africa. Solo il 18% della popolazione ha accesso all’acqua potabile. Il 10% del bestiame muore per mancanza di acqua. L’agricoltura è fortemente danneggiata. L’acqua malsana, presa dai pozzi a cielo aperto, è la causa maggiore delle malattie. I pozzi d’acqua scavati in profondità sono l’unica soluzione al problema.

 

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